Benvenuti al Rotary Club Milano Castello
Sei un professionista esperto che vuole fare cambiamenti positivi nella sua comunità nel mondo? I nostri soci sono persone dedicate che condividono la passione per il servizio alla comunità e l'amicizia.
Diventare un Rotariano significa collegarsi con un gruppo eterogeneo che condivide la volontà di restituire.
Ultime Notizie
Luigi Capone PhD
A tocco di campana il Presidente apre la serata ricordando brevemente il prossimo appuntamento con il Cleaning di P.le Bacone  per sabato 15 e, visto i recenti successi di campionato, celiando sulle fedi calcistiche dei soci…
Questa sera abbiamo il nostro socio Luigi Capone che ci parlerà di Produzione Energia Pulita e di quale possa essere la giusta definizione.
Energia deriva dal greco enérgeia definita da Aristotele e che significa capacità di compiere lavoro.
Thomas Joung nell‘ottocento dà la giusta definizione di conservazione energia e descrizione matematica.
Successivamente Richard Feynmann, fisico teorico americano, premio Nobel nel ’65, valente docente universitario, amato dai propri studenti per la capacità di spiegare concetti complessi da punti di vista estremamente innovativi e ripeteva che uno dei pochi principi della natura è la conservazione dell’energia.
Dopo questo breve excursus si entra nel vivo della produzione di energia e ovviamente si parla di energia elettrica, fonte primaria per la nostra vita e in particolare dei modi di produzione della stessa, quindi del carbone che ancora oggi rappresenta la fonte privilegiata di trasformazione in molti paesi industrializzati.
Alfonso Amato
In questa serata di fine aprile, nell’attesa che tutti si colleghino sulla piattaforma zoom, il simpatico dibattito introduttivo sul difficile rapporto tra avvocati e informatica non ci distoglie dall’idea che la strada del nostro amico Luca sia ormai tracciata. Mentre alle 21,10 in qualità di Presidente facente funzioni, dopo aver dato il benvenuto agli amici del Club Agape Universale, dà inizio al nostro incontro settimanale con il rituale suono della campana e il saluto alle bandiere, tutti noi non possiamo che immaginarlo al più presto nel ruolo di presidente eletto.
 
A presentare Alfonso, relatore in questa conviviale, ancora una volta a distanza, è sempre Luca che ricorda la loro amicizia nata ai tempi del liceo e la musica come loro passione comune. Se Luca è il suo avvocato, Alfonso è il suo consulente informatico nonché padrino che lo ha avvicinato e introdotto nella famiglia del Milano Castello, dopo un’esperienza rotariana in altro Club.
 
Un bellissimo esempio di amicizia e di collaborazione professionale che però non può arrivare alla completa sintonia perché - insistono entrambi – un avvocato e un ingegnere non possono capirsi.
 
Tale pensiero credo sia condiviso da molti e proprio per questo l’argomento della serata è un attraente e simpatico momento per avvicinare molti di noi all’informatica, con le sue curiosità e i suoi fallimenti.
Craig Sause
Giovedì scorso il nostro Socio ed amico Craig Sause, accompagnandoci, virtualmente, per mano ci ha condotto a conoscere i “segreti” (che tali non sono almeno per coloro che avessero la volontà di informarsi) che si celano sotto l’acronimo TRF (già, questo Ente che, purtroppo, stenta molto ad accendere l’entusiasmo nei cuori e negli animi di tanti rotariani), con tale quantità di dati e date che in questo breve scritto non possono che essere malamente riassunti cominciando dalla genesi della Rotary Foundation.
TRF nasce nel 1917 per iniziativa di Arch Klumph, sesto Presidente del RI, “che per primo ebbe l’idea di creare un soggetto per mezzo del quale il RI potesse, concretamente, fare del bene nel mondo”. La prima donazione ammontò a 26,50 US$ da un Club del Missouri. Da allora “tanta acqua è passata sotto i ponti” ed oggi il Fondo di dotazione ammonta ad oltre 1 MD di dollari che si vorrebbe portare al raddoppio nel 2025 attraverso donazioni di singoli, enti e lasciti testamentari
dott. CLAUDIO SALSI
La serata si apre con il consueto saluto alle bandiere, in un clima di amicizia e orgoglio per la presenza di un oratore d’eccezione, il nostro socio onorario Dott. Claudio Salsi, Direttore dell'Area Soprintendenza Castello Sforzesco, Musei Archeologici e Musei Storici del Comune di Milano.
 
Il Presidente, in segno di rispetto e riconoscenza verso il Past President nonché artefice di un service e una collaborazione che unisce il nostro Club al Castello Sforzesco da oltre vent’anni, ovvero il nostro Socio Enrico Bombelli, lascia a quest’ultimo il compito di introdurre non solo l’amico e relatore della serata ma anche di rammentare a tutti i presenti che cosa ha rappresentato e rappresenta per noi il service Castello Sforzesco.
 
Lascio quindi alle parole di Enrico Bombelli raccontare questa nostra bellissima storia:
"L'impegno del Club è stato in questi anni principalmente rivolto ad azioni di servizio in ambito sociale. All'inizio della mia Presidenza, insieme con Rodolfo La Spada, abbiamo valutato le possibilità di estendere le azioni di servizio anche in campo culturale, dove desideravo che il Rotary Milano Castello contribuisse a riscoprire il valore culturale della sua Milano e promuovesse l'esordio di una direttrice culturale, proponendoci come associazione di qualificato livello per la propria città. La decisione di fare qualcosa con e per il Castello Sforzesco ci è sembrata la più ovvia in quanto portiamo lo stesso nome ed il Castello è un simbolo di riferimento della nostra città." L'intervento del Rotary Club Milano Castello nasce quindi da uno studio iniziato nel 1996 con la Direzione Civiche Raccolte d'Arte ed il suo esordio è consistito nella realizzazione di box informativi in legno - perfettamente progettati in linea con l'ambiente - e collocati lungo le sale del "Percorso della Scultura", dotati di leggio con la descrizione delle opere esposte nella sala di appartenenza e di un marsupio a doppia tasca contenente schede illustrative in italiano e in inglese, a disposizione di tutti i visitatori.
Prof. Giovanni Tria
Gli amici del Rotary Club Milano San Siro hanno organizzato ancora una volta una serata in Interclub molto interessante e anche dal punto di vista organizzativo sono stati impeccabili, a partire dal saluto alle bandiere e presentazione degli ospiti e del relatore, passando per la gestione del dibattito (domande) sino alla chiusura della serata.
 
In questa nostra prima conviviale, dopo le feste pasquali, ci ritroviamo quindi in molti, insieme ad altri rotariani collegati da diverse parti d’Italia e per quanto concerne il Distretto 2041 sono diversi i Club che hanno aderito all’evento organizzato dal RC Milano San Siro, ovvero, oltre al RC Milano Castello, gli RC Milano Cà Granda, Milano Europa, Milano Leonardo da Vinci e Milano Madonnina, così che in poco tempo, tra rotariani del D2041 e di altri distretti, si arriva oltre 200 partecipanti.
 
D’altro canto l’ospite della serata è il Prof. Giovanni Tria, economista, professore ordinario di Economia politica all’Università degli Studi di Roma "Tor Vergata", ex ministro dell’Economia e delle Finanze nel governo Conte 1 e da poche settimane consigliere del Ministro dello sviluppo economico, On. Giancarlo Giorgetti, che lo ha voluto al suo fianco sul dossier vaccini anti COVID-19, perché segua con particolare attenzione la produzione industriale nazionale e i rapporti con l’Unione Europea.
Ing. Jean Claude Pinto
Presiede la serata il Past President Guido Motti, in sostituzione del Presidente Marco Loro che, dalla località in cui trovasi, non è riuscito a collegarsi e se ne scusa; il quale dopo i convenevoli di rito tra cui il saluto alle bandiere mi invita a presentare il nostro Oratore della serata, già noto al Club sia come rotariano del RC Arco della Pace che come Relatore.
 
Come rotariano e come ciclista impegnato nella Fellowship dedicata alle due ruote, conosco bene il progetto di cui Jean Claude Pinto ci parlerà, peraltro avendo altresì partecipato ad altre serate dedicate al tema sia con altri Club che Distretti.
 
Ed è sulla base di detta conoscenza che non mi posso esimere dall’elogiare l’obiettivo, l’impegno e la tenacia di Jean Claude, anche perché, come esordisce lo stesso, la sicurezza stradale è un argomento del quale poco o nulla si parla, nonostante la gravità delle statistiche che riportano oltre 170.000 incidenti stradali e oltre 3.000 vittime all’anno a causa dei primi.
 
Al riguardo, aiutato dalle slides, Jean Claude ci offre innanzitutto ulteriori numeri:
 
Maurizio Agnesa PHD
La serata rappresenta un ulteriore esempio delle potenzialità del RC Milano Castello, che possiede al Suo interno esperienze e professionalità individuali capaci di arricchirci, spronarci, aiutarci.
 
Oggi viviamo in una società che ha bisogno di testimoni, di persone che possano essere d’esempio e vogliano mettersi in gioco per il bene comune e la forza del “gruppo”, anche per me che sono “l’ultimo arrivato”, è palpabile quanto energizzante.
 
La modalità di ritrovo su zoom non è riuscita a minarne l’esistenza o a ridurne la percezione, per quanto tutti si sia stanchi di questa situazione incredibile a distanza di oltre un anno dal suo inizio.
 
Il Presidente in collaborazione con Craig dà inizio alla serata con il saluto alle bandiere e quindi il saluto ai presenti e agli ospiti, molto familiarmente, fornendo solo qualche notizia in ordine alle prossime conviviali tra cui, in particolare, un tour virtuale ai musei del Castello Sforzesco.
 
Viene quindi data la parola a Vincenzo Scuotto, che ha il merito di aver presentato Maurizio Agnesa al Club e quindi di esserne virtualmente il padrino ancorché il suo ingresso sia successivo, per una presentazione del Relatore, come di rito.
 
Nelle parole di Vincenzo trapela una certa emozione che dimostra l’affetto per l’amico e l’orgoglio per avere fatto conoscere al Club una persona che nello sguardo e nei modi rispecchia quei valori di cui tutti oggi abbiamo bisogno: il lavoro, quello con la L maiuscola e la correttezza.
 
Sono anche colleghi, Vincenzo e Maurizio, ma questa sera il curriculum non è protagonista, perché protagonisti sono il sentimento di amicizia che li lega, il rispetto e la considerazione della persona.
 
Maurizio ringrazia e accenna con poche parole quanto sia per lui importante meritare la conferma di quell’immagine proiettata da chi lo ha avvicinato a questo mondo, dove i valori non sono e non devono essere solo parole e bastano pochi minuti per capire quanto sia radicato nella vita di entrambi il concetto di Responsabilità ... si può dire che la loro amicizia non è occasionale ma “naturale”.
 
Passando al tema della serata, ovvero la “leadership”, Maurizio ci rammenta che è un concetto caro alla famiglia rotariana e che il nostro Distretto aveva dedicato la mattinata di sabato 17 ottobre 2020 sull’argomento, ovvero su cosa voglia dire essere un Leader.
Padre Gianni Creveller
La serata si apre sotto la direzione di Pietro Castelli, vice nonchè incoming President del nostro Club, che sostituisce il giustificatissimo Presidente Marco Loro, impedito da problemi familiari.
 
Ovviamente mi tocca la breve presentazione del relatore, già noto ai soci per essere stato nostro ospite e relatore il 17 novembre 2017, assieme a Padre Angelo Lazzarotto, premio “Matteo Ricci” 2015 a cura dell’Università Cattolica.
 
Padre Gianni Criveller, oltre ad essere un intellettuale di valore, docente universitario di teologia, poliglotta e di vasta esperienza nei territori di Cina ed Hong Kong, ha la capacità di essere compreso non solo a chi è credente, ma anche a chi lo è di meno o non lo è affatto, grazie al suo approccio culturale alla missione. Egli si rifà all’insegnamento di Matteo Ricci, che nel sedicesimo secolo avvicinò le culture religiose e filosofiche occidentali e cinesi attraverso il dialogo e lo sforzo di interpretare l’“Altro”.
 
Insegnamento tanto fondamentale quanto disatteso nei secoli successivi, fino agli anni ’40 del secolo scorso. Assieme abbiamo scelto l’argomento di stasera, fra i molti possibili.
 

Prof. Massimo Galli

L’Interclub con gli amici del Milano Aquileia ci ricorda che è ormai trascorso un anno da quando le prime notizie sul pericolo di una pandemia, anche in Europa, occupavano le prime pagine dei giornali e ci raggiungevano incalzanti, pronunciate dai conduttori televisivi e da quelli radiofonici. L’appuntamento prima fissato alle 21 viene anticipato alle 19,45, ma questo non incide sulla partecipazione, che dopo qualche minuto, supera agevolmente la soglia dei 100 collegamenti.
 
Il Prof. Massimo Galli - Direttore del Reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale Sacco di Milano - non ha bisogno di presentazioni e quando appare sui nostri desktop - in questa serata di fine febbraio – ci trasmette quel senso di stanchezza che solo uno come lui, sempre in trincea, può vivere, costretto alla prima linea in corsia e suo malgrado alla luce dei riflettori dei mass media, freneticamente alla ricerca di informazioni e soprattutto di certezze.
 
Il nostro relatore riconosce di non poter dare risposte granitiche, ma quello che dice scaturisce dal desiderio di dare la sua visione del problema con rigorosa ortodossia scientifica, estranea alle risse tra esperti, ai protagonismi e ai desiderata della politica.
 
La sua missione è cercare di aiutare a capire perché “la non conoscenza genera fantasmi”.
D.ssa Paola Cicconi
Paola Cicconi ci ha illustrato come si sviluppa il vaccino mediante tre brevi filmati della BBC (qui linkati per chi desiderasse rivederli), tradotti in simultanea dalla sua simpatica conversazione:
 
In breve, il vaccino segue il medesimo procedimento di sperimentazione e sviluppo di un qualsiasi altro prodotto farmaceutico:
- laboratorio;
– test su animali (per il Covid-19 : furetti, topi, scimmie);
- uomo.
La sperimentazione sull’uomo si compone di tre fasi:
  • una prima su un piccolo gruppo di volontari sani (da 25 a 50), per verificare la sicurezza del prodotto, la risposta immunitaria ed il corretto dosaggio;
  • una seconda su diverse centinaia di volontari, di varie età, sesso ed etnia;
  • la terza allarga la sperimentazione a diverse migliaia di volontari.
 
 
 
 
Dott.ssa Marina Fiore
Ci siamo finalmente ritrovati, dopo la pausa natalizia ed è stato bello rivedersi, seppur ancora a distanza, mentre lo scenario che si presenta davanti a noi non promette ancora nulla di buono.
 
La Relatrice della serata, Dott.ssa Marina Fiore, psicologa analista, ci accompagna nel mondo del “Sogno” e
l’argomento si comprende - sin dalle prime battute - essere affascinante e avvincente, soprattutto se si pensa al nostro quotidiano, dove impegni familiari e professionali, contrattempi e incomprensioni, ci fanno dimenticare che dobbiamo avere anche un poco di cura per noi stessi, per capire chi siamo veramente.
In genere solo con il calare della notte la nostra frenesia sembra placarsi ma non sempre questo avviene, così impedendo di lasciare spazio a ciò che apprendiamo costituire, per voce della Relatrice, un aspetto tutt’altro che marginale del nostro essere ... l’inconscio.
 
Vale a dire una parte di noi che ci vuole parlare, che ci vuole comunicare fatti importanti, ma che solitamente non consideriamo e soprattutto non capiamo o travisiamo.
 
La Relatrice ci parla del sogno principalmente dal punto di vista junghiano, una delle circa dodici teorie che la comunità scientifica ha ritenuto significativa approcciandosi allo studio del mondo onirico.
 
Effettivamente non si può parlare di sogni a prescindere da Carl Gustav Jung (1875 – 1961), psicologo, psicanalista e accademico svizzero, fondatore della psicologia analitica, inizialmente allievo di Sigmund Freud, con il quale ebbe un sodalizio scientifico di circa cinque anni, per poi discostarsi dalle sue teorie, cadendo in un lungo periodo di solitudine.
 
E così non si può parlare di Jung senza ricordare il suo Libro Rosso, un’opera, da lui ritenuta in tarda età fondamentale per la comprensione del suo pensiero, che fu scritta in diciassette anni dal 1913 al 1930; una raccolta di disegni e di dipinti che mettono a nudo ciò che si celava nella sua anima e che per pudore non avrebbe mai rivelato a nessuno.
 
Così voleva e avrebbe voluto che fosse, ma a cinquant’anni dalla sua morte il mondo si è potuto giovare di questo capolavoro, dove lo psichiatra attua un dialogo con il sogno, che poi chiamerà “immaginazione attiva”, affrontando quello che definisce “il viaggio più difficile di un essere umano […] quello che lo conduce dentro sé stesso alla scoperta di chi veramente egli è”, perché il sogno è “una porta nascosta nel santuario più profondo e più intimo dell’anima”.
 
Con l’ausilio di alcune immagini, presi per mano dalla Relatrice che denota una grande capacità di narrazione e coinvolgimento, oltre che di proprietà della materia, iniziamo così il nostro viaggio, arricchendo prima di tutto il nostro bagaglio personale su alcuni concetti essenziali per poter comprendere cosa voglia dire la ricerca di noi stessi, attraverso il sogno, evento che ancora oggi viene visto a volte solo come segno premonitore, altre frutto di superstizione e financo impalpabile forza occulta.
 

Relatori: Ing. Luigi Capone
Cari amici, che serata! Io non sono sicuro che in una serata “in presenza” (alla pandemia dobbiamo anche questo neologismo…) avremmo avuto la stessa attenzione. Argomento “tosto” e oratore competente al punto da esporre una materia complessa in modo chiaro; “in presenza”, distratti dalle attrazioni della tavola di fine serata, dalla stanchezza o dal piacere di condivisione del personale con i nostri vicini, forse non si sarebbe registrata analoga attenzione e concentrazione.
 
Vantaggi di Zoom, col quale l’attenzione è “aumentata”: un primo effetto dell’intelligenza artificiale? Lo vedremo.
 
All’inizio, forse per merito di Luigi, la definizione di A.I. (acronimo di Artificial Intelligence) non appare particolarmente complessa né fantasiosa: A.I. è un sistema di hardware e software programmati per rendere prestazioni normalmente “umane”.
 
Il difficile viene dopo.
 
Per brevità, Luigi circoscrive il campo della propria relazione al “machine learning” ed al “deep learning”, accennando soltanto all’universo A.I.: sistemi esperti, linguaggio umano, riconoscimento vocale, programmazione, robotica, visione e riconoscimento di immagini.
Ebbene, la “cassetta degli attrezzi” per affrontare l’A.I. comprende una moltitudine di discipline, tale da stupirci già con l’elencazione delle principali: Statistica; Algebra lineare; Analisi matematica lineare e non-lineare; Logica; Linguistica; Informatica; Ingegneria del software; Calcolatori elettronici; Calcolo parallelo. Le conoscete tutte, almeno di nome? Non credo.
 
Questi ed altri attrezzi servono per imitare l’Indagine ed il comportamento dell’uomo. In sintesi:
  • il sapere scientifico dell’uomo è basato sul metodo sperimentale. Gli scienziati sintetizzano tramite equazioni le relazioni tra quantità fisiche, la cui validità deve essere verificata sperimentalmente. Tali equazioni permettono di calcolare nuovi scenari reali.
  • L’A.I. analizza grandi quantità di dati reali, ne estrae informazioni che, inserite in algoritmi, permettono di: - replicare comportamenti complessi; - predire quantità di interesse; -estrarre relazioni nascoste tra le variabili.
 
 
 
La serata si apre con gli auguri ... rectius con la comunicazione o promemoria che il 24 dicembre è il compleanno del nostro Past President Guido Motti ... cui seguono le immagini dei partecipanti intenti ad annotare la circostanza secondo le proprie peculiari modalità di mezzi.
Prima di dare quindi la parola al “nostro” Monsignore, ricordo, dietro cortese invito del nostro Fondatore Nicola Bonuomo, un altro nostro Fondatore, il Prof. Piero Boschi, Presidente nell’anno rotariano 1989-1990, il cui contributo umano e culturale sarebbe risultato di grande aiuto e di grande conforto in questo tribolato 2020.
Dico ciò sulla base della lettura di uno dei tre libri scritti da Nicola Bonuomo sulla storia del Club, stante il fatto che non ho avuto il piacere di conoscerlo personalmente, dalla quale emerge la sua capacità di trasformare i momenti difficili in momenti propizi, come se quelle difficoltà non fossero altro che occasioni per dare il meglio di noi stessi.
Leggo, stante il momento di riflessione che seguirà di lì a poco, una delle poesie scritte da Piero Boschi, quella dedicata a Madre Teresa, che per comodità ritrovate scansionata in seguito.
Juri Senici
Introduce Juri Senici ricordando che End Leukemia Now è nata con il suo Club cinque anni fa per venire incontro alle difficoltà per pazienti con patologie altamente pericolose, sensibilizzati anche da ADMO (Associazione Donatori Midollo Osseo)
 
In questo lasso di tempo con un opera capillare verso altri Club ed Associazioni hanno raccolto oltre 700 nuove adesioni ed alcune di questa hanno già avuto modo e fortuna di diventare donatore. Viene introdotto Giuseppe Saponara che illustra in dettaglio cosa sia e come opera ADMO.
 
Un breve e straziante filmato del padre di un bimbo che vent’anni fa non riuscì a sopravvivere alla leucemia ci porta immediatamente alle creazione di questa Associazione nata dalla consapevolezza che solo attraverso la donazione del midollo osseo si potevano evitare tantissime sofferenze.
 
Infatti, questa terapia interviene solo quando altre terapie di carattere farmacologico non sono state in grado di portare alla guarigione.
Il problema di questa cura sta nel trovare la compatibilità genetica tra donatore e ricevente ed ovviamente più la banca dati è numerosa e più probabilità ci sono nel coronare con successo questa ricerca.
 
 
 
Il numero dei partecipanti alla serata dedicata a Sanremo, con momenti di picco di 165 collegamenti e una media di oltre 140 per circa due ore, rappresenta un esempio del fatto che, nella famiglia rotariana, l’amicizia è un valore che si respira sia nei momenti di impegno sociale che in quelli dedicati alla cultura e allo svago, i quali ultimi ultimi, anche grazie a zoom, diventano un’occasione per creare nuove conoscenze e amicizie.
 
Alla serata dedicata a Sanremo, infatti, hanno partecipato numerosi Club, Rotary e Rotaract sparsi in tutta Italia, nonché un Club di Lugano.
 
Walter Vacchino, padrone di casa a tutti gli effetti del Teatro Ariston di Sanremo e del Festival internazionale che ha reso famosa la città in tutto il mondo, ha intrattenuto gli astanti sulla storia della sua attività di imprenditore, proprietario-committente costruttore e creatore del Festival, dedicando spazio naturalmente privilegiato a quest’ultimo.
 
Il Teatro Ariston ne ha ospitati oltre quaranta di Festival, ma non solo, molte altre iniziative e avvenimenti hanno avuto luogo tra le sue pareti.
Relatore: Gianluigi De Marchi
L’eccezione è ormai diventata una consuetudine e così anche giovedì 29 ottobre ci siamo ritrovati su zoom. Questa volta Il sostegno logistico e tecnologico del Presidente ha permesso anche a Lucia e a Mario di partecipare alla serata, unendosi finalmente a tutti noi.
 
Nostro gradito ospite è stato il Dott. Gianluigi De Marchi del RC Torino Nord Ovest, che ci ha intrattenuto sul tema COVID-19 e la Finanza.
 
Alle 21:15 dopo gli inni e il saluto alle bandiere il Presidente, ricordando l’ormai prossima commemorazione dei defunti, ha rivolto un pensiero a tutti i soci che sono mancati in questi anni, pronunciando i loro nomi (vede pagina 10) ed invitando tutti ad un minuto di silenzio.  Mons. Longhi ha poi concluso con una preghiera questo momento di raccoglimento.
 
Gianluigi non è solo un giornalista finanziario, il che basterebbe, ma è anche autore di diversi libri che spaziano dal credito al marketing, dal leasing all’analisi dei bilanci. Tra questi ci piace ricordare “Sopra la banca il bancario campa” e “Tanto va il cliente in banca che ci lascia il capitale”. È anche uno scrittore vulcanico ed eclettico che ha scritto opere di narrativa tra le quali spicca “Il mio diario, di Gesù di Nazareth”: la vita di Gesù raccontata da Gesù in prima persona, con fatti anche immaginati dall’autore e con richiami ai Vangeli canonici e apocrifi.
 
Sarebbe ancora troppo lungo raccontare tutte le sue esperienze lavorative e gli incarichi – tra questi quello di perito tecnico a difesa dei risparmiatori - ma non possiamo esimerci di ricordare che Gianluigi è anche un inventore. Tutta sua è l’idea dell’OIGOLORO, un orologio alla rovescia che permette di leggere senza difficoltà l’ora, anche quando si è davanti allo specchio: un oggetto forse un po’ bizzarro, ma sicuramente utile, che ci potrebbe capitare di vedere in qualche locale o potrebbe anche diventare un simpatico regalo.
 
Insomma, ci aspettava una serata veramente speciale.
 
 
All’ottava conviviale di Club, che il nostro Formatore Adriano Anderloni ha correttamente proposto venisse denominata riunione, in quanto non caratterizzata da alcun banchetto di cui al suo significato nella lingua italiana, più precisamente la sesta riunione su zoom di questo “tribolato” anno rotariano, l’argomento della serata è quello dei nostri service, dei nostri progetti, per quanto frustrati dalla pandemia e dalla relativa impossibilità di azione.
 
Prima di passare la parola ai diversi relatori, vengono comunicate le decisioni del Consiglio Direttivo sulla programmazione di Club, naturalmente da svolgersi sulla piattaforma zoom, ovvero la scelta effettuata tra le diverse proposte pervenute da altri Club e da altri Distretti.
 
Non inserita in detta programmazione, ovvero per mercoledì 28 ottobre alle ore 20:30, è stata comunicata la possibilità di partecipare ad un Interclub tra il RC Salerno Duomo e il RC Salerno Nord dei due Principati in cui verrà illustrata  la situazione emergenziale con l’intervento, fra gli altri, del Dott. Natalino Barbato, Responsabile Covid per la Provincia di Salerno e Provincia.
 
L’organizzazione di detto evento è ancora “in itinere” ma dovrebbero partecipare al medesimo anche Operatori Sanitari dell’Ospedale di Napoli e, su richiesta del Presidente, anche la Dott.ssa Elena Galassini, Responsabile Emergenza-Urgenza dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano, rotariana del RC Milano Fiera nonché Responsabile della Commissione Effettivo del Distretto 2041.
 
Per quanto concerne le nostre “riunioni” di Club su zoom, giovedì 29 ottobre ore 21:00 avremo come relatore il Dott. De Marchi Gianluigi del RC Torino Nord Ovest, che ci intratterrà sul tema “Coronavirus e Finanza”, giovedì 5 novembre avremo la visita del Governatore, per la quale si stanno approntando le fasi di organizzazione ai fini di svolgimento su zoom mentre giovedì 12 novembre, sempre ad ore 21:00, avremo come relatore il Dott. Juri Senici del RC Brescia Capitolium che ci intratterrà sul tema della donazione del midollo osseo e ci relazionerà sul progetto Leukemia.
 
Nonostante conoscessi le fellowship del Rotary International, per averne frequentate alcune e per essere membro da molti anni di quella più importante, numericamente parlando, nonché meglio radicata in tutti i Paesi del mondo, vale a dire la “International Yachting Fellowship of Rotarians”, in acronimo IYFR, la relazione del “nostro” Cesare Parazzi mi ha stupito ... perché ... per la prima volta mi ha fatto comprendere la vastità delle opportunità ... ma non solo.
 
Prima di entrare nel merito, però, devo riconoscere a Cesare e quindi complimentarmi con Lui per la competenza e la maestria che ha dimostrato nel corso della sua relazione, perché non solo dati, informazioni e consigli ci ha dispensato, per quanto anche questi utilissimi, Cesare ci ha trasmesso una passione e, soprattutto, ci ha fatto scoprire e comprendere che il Rotary è molto di più di quello che noi vediamo nel corso della nostra vita di Club.
 
Quando si dice o si legge nei vari manuali e documenti del Rotary International che “il Rotary connette il mondo”, parallelo non potrebbe essere più appropriato che quello riguardante le sue fellowship.
Offrire un servizio al nostro prossimo rappresenta l’obiettivo primario del Rotary International, a prescindere dalle forme, livelli di qualità e contesti sociali in cui si opera, nonché la ragione principale per cui si dovrebbe richiedere di farne parte.
Sotto diverso profilo, però, è anche qualcosa che arricchisce più chi lo svolge rispetto agli stessi beneficiari e questa considerazione non è solo frutto della mia personale esperienza o di quella di altri soci o amici rotariani, ma un’affermazione che si ritrova in una copiosa e datata letteratura scritta da “penne illustri” e da coloro che si sono distinti per aver dedicato gran parte della propria esistenza al volontariato.
 
Quello di sabato non è stato un service come i precedenti, non ci si è potuti salutare con un abbraccio o una stretta di mano, si è stati costretti a mantenere le distanze e a portare le mascherine e, anche se a livelli psicologici diversi a seconda del carattere, si è lavorato in presenza di uno spettatore ingombrante quanto indesiderato ... il virus.
 
Eppure, anche se in questo nuovo e diverso contesto, rispetto ai precedenti, il risultato non è cambiato ... la gioia di ritrovarsi a lavorare fianco a fianco con gli amici del Rotary e del Rotaract è stata la stessa.
 
La presenza del nostro partner Rotaract, in relazione alla quale vi allego il prospetto partecipanti, è fondamentale per lo svolgimento del service e il mio ringraziamento e la mia considerazione vanno prima di tutto a loro, a questa bella gioventù che mi rincuora e allieta i pensieri sul futuro.
 
Si riaprono le scuole ed anche i Soci del Milano Castello si sono seduti sui banchi “virtuali” e senza rotelle per ascoltare una “lectio magistralis” tenuta dal nostro amico e Socio Adriano sul tema ROTARY, sue caratteristiche, scopi e visioni.
 
Dopo una breve introduzione del Presidente inizia la Relazione vera e propria. Sia, qui, concesso da parte dello scrivente un plauso al Relatore per la concretezza, la concisione e la chiarezza dell’esposizione.
 
Adriano condensa la definizione di Rotary in tre parametri fondamentali:
 
Amicizia
 
Servizio
 
Eccellenza
Discorso Programmatico
 
PRIMO OBIETTIVO : migliorare la consapevolezza e la conoscenza di ogni Socio sui valori e principi del Rotary International.
 
SECONDO OBIETTIVO : coinvolgere il maggior numero dei soci nelle attività di Club ... fare gruppo ... anche gruppetti, specie se trattasi di gruppi operativi o impegnati su determinati service o temi ... l’importante è che tutti i Soci e tutti i gruppi operativi siano coordinati tra loro, possibilmente interagendo tra di loro.
 
TERZO OBIETTIVO : migliorare l’azione dei nostri service.
 
QUARTO OBIETTIVO : conservare la nostra esperienza nei service ... valorizzare i nostri service.
 
QUINTO OBIETTIVO  l’ultimo ... è l’ideazione di nuovi service ... possibilmente che abbiano impatto economico zero ... che ci vedano impegnati con la mente o con le braccia ... che coinvolgano anche soggetti terzi laddove il Club non ne avesse le competenze ... che possano essere sinonimo o esempio di eccellenza di pensiero ... oltre che possibilmente di risultato.
 
 

 

Il Rotary Club Milano Castello nasce nel 1985 come gemmazione del Rotary Club Milano Sempione con 24 Soci fondatori.  Col passare del tempo l’effettivo è cresciuto fino a raggiungere e superare  le 80 unità, quota toccata a metà degli anni 90.   Ad oggi i Soci attivi sono 45.

I Conviviali sono ogni giovedì alla Westin Palace in Piazza Della Repubblica, 20: ore 20,00 aperitivo, ore 20,30 cena seguita da una relazione. Ore 23,00 suono della campana.  E’ prevista sempre la presenza delle consorti, tranne che nelle conviviali assembleari.

Il club è padrino al Rotaract Milano Castello.

l Club Milano Castello è impegnato in diversi Services caratterizzati da un forte impegno umanitario.

I principali Service attivi nel corso di quest’anno:

  • Banco alimentare: i soci partecipano, prestando la loro opera di raccolta di alimenti presso un supermercato. Il Club Castello in 12 anni ha raccolto più di 83 tonnellate di derrate alimentari pari a oltre 7.000 cartoni.
  • Banco farmaceutico: 24 soci volontari lo scorso febbraio hanno contribuito alla raccolta complessiva di 350.000 medicinali a livello nazionale.
  • Integrazione necessità alimentari bisognosi della Parrocchia S.Angela Merici in Milano: ogni mese soci volontari acquistano/conservano e consegnano mensilmente alcuni bancali di derrate alimentari alla Parrocchia in via Cagliero a Milano.
  • Progetto di informatizzazione del Castello Sforzesco: ormai dal anni il Club contribuisce alla realizzazione di cartelli esplicativi a beneficio dei visitatori del Castello Sforzesco. Più recentemente è partito anche un processo di informatizzazione della biblioteca libraria del Castello.
  • Adesione alle attività organizzate da Associazione Nazionale Antigraffiti: i soci volontari partecipano agli eventi in cui vengono puliti muri imbrattati nella città di Milano.
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Valter Amerio – Guido Motti – Marco Loro
 
Serata partecipata e collaborativa, con i soci riuniti a progettare il futuro del club; densa di contenuti e solidale nell’atmosfera. Viene innanzitutto comunicato ai soci il conseguimento dell’auspicata autorizzazione al collocamento di una stele a riconoscimento del contributo del club al restauro dell’organo Antegnati. Pregevole strumento realizzato nel 1554 dalla famiglia Antegnati al centro del coro delle Monache nella chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore, restaurato col contributo del nostro club, tant’è che chi scrive propose di ridenominarlo Antegnati-Borioli… chissà.
 
Valter Amerio, Presidente Amministrazione e Sviluppi: ha quindi illustrato il calendario delle serate del semestre in corso, raccogliendo anche i suggerimenti dei soci, in modo da creare assieme il relativo programma. Iniziativa molto apprezzata e che non conosce molti precedenti (tranne Craig, dice lui ...). Subito dopo abbiamo ascoltato una esposizione proprio di Craig Sause sulla nuova applicazione ClubRunner per dispositivi mobili. 
Oratore è Jean Claude Pinto, presente assieme alla moglie Serenella per raccontare la loro incredibile avventura.
 
Conosco da diverso tempo Jean Claude nell’ambito dei Camp che organizza ogni anno raccogliendo una dozzina di ragazzi e ragazze da tutto il mondo facendoli vivere in Milano una esperienza meravigliosa. Io collaboro con lui e non vi nascondo che ha capacità organizzative davvero eccezionali.
 
In questo ambito avevo avuto modo di incontrarlo ai primi di febbraio e sapevo dell’imminente viaggio programmato nell’arcipelago forse più bello del mondo.
Nell’introdurre il racconto viene ricordata una frase dello scrittore David Russel che recita “Life to me is a journey - you never know what may be your next destination.” e mai questa frase fu così profetica.
 
Come in un film poco prima della partenza e nonostante le prime avvisaglie di contagio a Codogno e nonostante un po’ di tosse e raffreddore poco prima della partenza, il desiderio a lungo agognato di un viaggio da favola ha il sopravvento su una cautela che poteva sembrare eccessiva e nonostante il forte realismo della moglie.
Rodolfo La Spada e Pino Sorbini
Una mattina soleggiata e dalla temperatura mite per essere l’8 febbraio, tanto da essere superiore alla media stagionale.
 
Così si è presentata la giornata dell’ultimo sabato, la Giornata dell’annuale Banco Farmaceutico.
 
Ben 8 sono state le farmacie che il nostro sempre solerte, fin troppo, Pino Sorbini ci ha dato da gestire e che noi diligentemente lo abbiamo fatto, come ogni anno, come sempre.
 
Grazie ai nostri Soci che con tanto di pettorina e volantini alle mani non si persi un cliente che nella mattinata, ed in alcune farmacie anche al pomeriggio e sera, hanno frequentato questo strano negozio, del quale vorresti farne a meno ma del quale non puoi farne a meno.
 
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