
JOHN HEWKO
Secretary General del
ROTARY INTERNATIONAL E THE ROTARY FOUNDATIONGrande partecipazione allo Spazio Monterosa per l’Interclub promosso dal nostro Governatore e dal Rotary Club Milano Nord, al quale hanno aderito 12 altri Club, tra cui il nostro. Circa 240 i presenti: un numero che testimonia l’attesa e l’interesse per un incontro di assoluto rilievo.
Ospite della serata John Hewko, da dodici anni General Secretary and Chief Executive Office (Segretario Generale) del Rotary International e della Rotary Foundation, incarico che ricoprirà ancora per tre anni. Chi meglio di lui poteva offrirci una visione lucida e autorevole sulle sfide e le opportunità che attendono il Rotary nel prossimo futuro? Il discorso di Hewko si è distinto per il tono e l’impostazione di alto profilo manageriale.
Sul tema del Futuro del Rotary, Hewko ha aperto il suo discorso con un parallelo significativo: così come il Presidente degli Stati Uniti pronuncia il discorso sullo “Stato dell’Unione”, egli ha voluto parlarci dello “Stato del Rotary”. E il messaggio iniziale è stato chiaro: il Rotary è forte, e il futuro è luminoso.
A livello globale, l’organizzazione è solida. Tuttavia, ed è qui il punto centrale del suo intervento, esistono dei “ma”. Eccoli:
Il principale “ma” si riferisce alla “membership”. Hewko la considera la più grande sfida che il Rotary dovrà affrontare. Conosciamo la situazione, ne parliamo da anni. Il numero di iscritti al Rotary è rimasto invariato, intorno a 1.200.000, negli ultimi 20 anni. Attualmente, questo mantenimento è dovuto soltanto alla crescita in Asia, Africa ed alcuni paesi dell’Est Europa.
In diversi Paesi occidentali, come Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Svezia, Australia e Nuova Zelanda, il numero dei soci è al contrario in significativa diminuzione. Si tratta di una vera e propria crisi.
Infatti, soltanto in Nord America si è passati (per la prima volta nella storia del Rotary) ad una percentuale attuale sotto il 30% dei soci globali. Se il trend continua, in 10 anni ci saranno il 15% dei soci in Nord America e il 50% in Asia.
La crescita in Asia, Africa, ecc. è fantastica, ma dovremmo crescere ovunque!
Ogni anno 150,000 nuovi soci entrano nel Rotary. Purtroppo, ogni anno ci sono anche 150,000 che escono. Dovremmo non soltanto prendere nuovi soci, ma cercare di mantenere e trattenere quelli che sono dentro e quelli appena entrati.
Sappiamo bene che il Rotary sta cambiando e si sta sviluppando in modo differente nelle differenti aree del mondo, quindi Hewko ha rivolto un invito diretto ai Paesi in cui l’effettivo è in calo: non aspettare. Non attendere soluzioni dall’alto, ma individuare nuovi modelli di sviluppo, calibrati sul proprio contesto locale. Il futuro del Rotary è nelle mani dei Club.
Hewko individua due concetti critici: Innovazione e Rivoluzione. Si è riferito ad una frase di Paul Harris: il Rotary deve essere sempre evolutivo e qualche volta rivoluzionario. Data la nostra situazione globale, il momento di essere innovativi e rivoluzionari è proprio adesso.
Questa innovazione e rivoluzione deve succedere a tutti livelli del Rotary: internazionale, regionali, distrettuali e il più importante, a livello dei club. I club sono il fondamento di Rotary. Siamo un’associazione di club, non di Distretti o regioni.
Dobbiamo capire che il nostro prodotto è la vita dei club. Oggi, in molte parti del mondo, le gente non vuole più il nostro prodotto. E quando comprano il nostro prodotto, troppo spesso capiscono che non è quello che speravano. E qui, come prodotto, stiamo parlando del club tradizionale. Quindi, è ovvio che è a livello di club che dobbiamo applicare e utilizzare i concetti di innovazione e rivoluzione.
Detto ciò, ci sono certe cose, come i nostri “Core Values”, che devono rimanere sempre: la “prova delle quattro domande”, l’attenzione all’etica, il servizio e la fellowship.
Ai club tradizionali che stanno bene, crescono e sviluppano progetti importanti, ha detto: continuate così, il vostro modello funziona. Ai club in difficoltà ha invece rivolto un appello deciso: innovate, rivoluzionate, sperimentate; non abbiate timore di rivedere schemi consolidati. Più che irrigidirsi sulle regole, occorre concentrarsi sul valore del “prodotto Rotary” che proponiamo alla società: progetti ad alto impatto e una proposta di club attrattiva.
Hewko ha dato quattro suggerimenti per rivoluzionare il Rotary:
- Ogni club deve guardare/analizzare il suo prodotto. Che cosa offre il club ai soci, identificando i punti di forza e debolezza. Il club deve sviluppare un piano strategico pluriennale.
La cosa importante offrire a soci e potenziali soci un’esperienza di club che trovino interessante e che vogliano “acquistare”.
- Supportare nuovi modelli di club. I nuovi modelli sono il migliore metodo di rompere una tradizione che non sta funzionando. Oggi abbiamo eclubs, passport clubs, club satelliti, companion club, ecc. I nomi non sono importanti. L’innovazione e la creatività sono la chiave.
Ha fatto due esempi di nuovi club non-tradizionali: Il primo di un Rotary a Mumbai in India, in cui i soci si trovano sul treno di ritorno dal lavoro, e di un altro, dove le mamme con bambini si ritrovano a rotazione a casa di ognuna. - Proviamo a risolvere il 100% di un problema invece dell’1% di 100 problemi. La ricerca fatta da RI ha dimostrato che i progetti di più larga scala e maggior impatto migliorano la nostra immagine pubblica e attirano nuovi soci.
Hewko ha poi sottolineato come il nostro contesto territoriale sia, sotto molti aspetti, favorito. Nel Distretto metropolitano di Milano, il Presidente percorre un’area di 20 km per 20 km, non migliaia di chilometri come accade in altri Distretti del mondo. Questo facilita la collaborazione, la conoscenza reciproca e la progettualità condivisa. Metropolitan-wide progetti di ampia scala incrementano la nostra visibilità e attirano nuovi soci.
Quindi, numero 3, concentrarsi su progetti più grandi, scalabili, “District wide”, con più club (se non il Distretto intero) coinvolti.
- Abbracciare e adottare nuove tecnologie – Prendendo l’esempio del Covid, prima del covid tutti erano contrari all’uso della tecnologia. Il Covid ha introdotto con successo l’uso delle riunioni virtuali.
Siamo “People of Action”! È l’ora di act, il momento di agire! Il futuro del Rotary è nelle vostre mani.
Hewko ha finito il suo discorso con una breve sessione di domande e risposte.
Ha parlato del Rotaract e della loro importanza per il Rotary, lamentando che solo il 5% entra poi nel Rotary. È molto importante sviluppare azione e progetti insieme ai Rotaractiani, per cominciare a sviluppare il legame reciproco.
Ha detto anche che dobbiamo lasciarci alle spalle espressioni come “il mio anno” o “il tuo anno” o “il mio club”. Il Rotary non è fatto di stagioni personali, ma di visione e continuità. Dobbiamo superare la logica del “mio anno” per concentrarci su ciò che progettiamo e realizziamo insieme, oggi e negli anni a venire, elaborando piani strategici di medio e lungo periodo. Solo così potremo costruire iniziative di più ampio respiro, capaci di generare un impatto significativo e duraturo, privilegiando la collaborazione tra Club rispetto alla frammentazione in micro-progetti isolati e, di conseguenza, diventare più attrattivi verso nuovi soci. "
Non dobbiamo dimenticare neanche che il Rotary è sempre stato, e continua a essere, una straordinaria scuola di leadership. La nostra associazione non è soltanto un luogo di servizio, ma anche uno spazio di crescita personale e professionale, in cui si sviluppano capacità di visione, gestione, relazione e responsabilità.
Una serata di alto profilo, dunque, che ci ha offerto non solo un’analisi dello stato attuale del Rotary, ma soprattutto una visione prospettica chiara: crescere, innovare, collaborare.
Un invito a guardare al futuro con coraggio, responsabilità e spirito di squadra.