Angelo Giorgetti e Maurizio Parini
La sera ha inizio all’NH Macchiavelli con la spillatura presidenziale di due nostri nuovi soci, Mario Paolo Bottino (Paolo) e Fabrizio Oliveri.
In seguito il discors sul tema: ET À DEL DIGITALE da Angelo Giorgetti e Maurizio Parinia.
La riflessione che i relatori hanno cercato di illustrarci l’altra sera si articolava in due parti tra loro strettamente connesse. La prima era dedicata al tempo storico che stiamo vivendo, definito come l’Età del Digitale; la seconda prendeva forma da un’esperienza, già in atto: quella del Monastero per il Terzo Millennio.
Nel corso della relazione è stato evidenziato come il cambiamento in atto, a partire dalla metà del Novecento, rappresenti una svolta epocale, dirompente e in larga parte imprevista. Le sue basi scientifiche affondano nella fisica contemporanea e si estendono oggi al quantum computing, alle scienze della vita e della complessità, fino ai temi dell’etica digitale. Non si trattava di un’analisi accademica, ma di una riflessione nata dall’esperienza vissuta e rivolta a chi sente l’esigenza di contribuire alla costruzione di un ecosistema integrale, in cui il sistema socio-economico si integri in modo non conflittuale con quello biofisico.
È stato sottolineato come viviamo una fase storica segnata da potenti fattori interconnessi: l’insostenibilità del modello di sviluppo globale, la crisi degli equilibri politici e l’accelerazione dei progressi scientifici e tecnologici. In questo scenario di forte incertezza, siamo spesso sospesi tra la paura del futuro e la fiducia nella capacità delle scienze e delle tecnologie di offrire soluzioni ai problemi che ci sovrastano.
Un passaggio centrale della relazione ha riguardato la scelta di campo che ciascuno è chiamato a compiere: tra un sistema di valori fondato sulla responsabilità verso il bene comune e il futuro del mondo, e uno centrato sulla chiusura nei propri interessi. È stata inoltre richiamata l’ambivalenza delle conoscenze scientifiche e tecnologiche, capaci di generare valore o distruzione, e spesso condizionate da interessi economici e politici. Da qui la necessità di incidere sull’economia e sulla politica affinché ne facciano un uso responsabile.
Particolare attenzione è stata dedicata alla crescita esponenziale delle tecnologie, dalla potenza di calcolo fino alle prospettive aperte dall’intelligenza artificiale e dal quantum computing, che pongono interrogativi nuovi sul controllo, sulla comprensibilità e sulle conseguenze delle scelte tecnologiche.
In questo contesto è stato richiamato il riferimento ai monasteri benedettini, non in chiave nostalgica, ma come esempi storici di innovazione culturale, sociale ed economica, capaci di valorizzare il lavoro, la cooperazione e la dignità della persona all’interno di comunità solidali.
Da questo spirito nasce il progetto del Monastero per il Terzo Millennio, reinterpretato in chiave laica: un luogo fondato sulle relazioni interpersonali e intergenerazionali, sullo scambio di competenze, sul radicamento territoriale e su un modello di economia circolare sostenibile. Un progetto pensato come modello modulare e replicabile, che pone al centro il lavoro, la formazione, la cura della persona, la cultura e l’attenzione al bene comune.
Il Monastero è stato infine presentato come il luogo delle relazioni per eccellenza: non un ritorno al passato, ma un tentativo concreto di accogliere e sostenere il nuovo che già è presente.
Per ulteriori approfondimenti sul tema si può visitare il sito https://www.mx3m.it/  o leggere il libro “Quale Domani?
Valter Amerio