
Governatore Riccardo Di Bari
La visita dell’Avv. Riccardo di Bari, coadiuvato dal Segretario Distrettuale Alberto Balducci e dall’aiuto Governatore Alessia Usuelli, non è stata solo un’occasione di vicinanza del Distretto al Club ma anche un appuntamento che ha consentito ai soci di ascoltare dalla viva voce del Governatore il messaggio presidenziale del Rotary International e la sua interpretazione calata nel nostro territorio.
Per tutti noi la serata del 18 settembre all’NH Hotel Machiavelli non si è limitata alla presentazione del programma e degli obiettivi del Club al Distretto perché le parole del Governatore hanno suggerito se non addirittura imposto un esame di coscienza su quanto non è stato fatto o poteva essere fatto meglio, sul nostro modo di essere rotariani e di comunicarne i valori.
Tanto comunicativo quanto empatico, il nostro Governatore ha voluto metterci a nostro agio ricordando che la sua non era una visita ispettiva ma un’occasione per Ascoltare e Capire.
Un piacevole stare insieme che, visto il suo incarico, vedrà un unico danno collaterale esclusivamente a carico del suo amico nonché segretario, Alberto, che sarà costretto ad ascoltare per altre 38 volte, con una media di 2/3 volte a settimana, il suo intervento a tutti i Club del Distretto, sino quasi ad impararlo a memoria.
Venendo a noi, il dato sconfortante è che al livello mondiale solo il 3% dei rotaractiani diventa rotariano. Una simile percentuale non è un semplice campanello di allarme ma la prova inconfutabile che non abbiamo abbastanza a cuore i nostri giovani così come non siamo capaci di ascoltare e comprendere le loro idee sino ad arrivare in alcuni casi, speriamo veramente isolati, a relegarli ad un tavolo diverso in occasione delle conviviali.
A tutto questo forse dobbiamo anche aggiungere che non siamo di fatto “credibili” o non lo siamo a sufficienza perché anche tra le persone più mature un neosocio su due abbandona il Club entro due anni dal suo ingresso. Questo significa a sintesi che non siamo capaci di accogliere e di affascinare.
L’unità di un Club non può essere respingente e un potenziale socio che condivide i nostri ideali e ha delle legittime aspettative non può trovarsi di fronte ad una coesione di comodo dove ognuno sta prima di tutto con i tre o quattro che conosce meglio, con i quali ha più sintonia e la barzelletta o la battuta del momento appaiono più spontanee e ben riuscite.
Se è meglio che chi è di sua natura indifferente o pensava di fare business se ne vada, è meglio anche evitare che si allontanino quelli che decidono di abbandonare perché non hanno “capito” quello che siamo o vogliamo essere e il messaggio che desideriamo trasmettere. L’impegno anche minimo del neosocio perché capisca veramente cos’è il Rotary deve essere una nostra priorità, una linea guida che non si deve mai ignorare o abbandonare.
Se un Club di 25 soci è al limite dell’equilibrio, un Club di 20 si trova in una situazione di insostenibilità e a questo punto ben vengano le fusioni, ma queste devono essere pianificate con attenzione e con una visione, perché diversamente andiamo solo ad unire due debolezze e a procrastinare un inevitabile scioglimento.
Questa difficoltà di relazione non la viviamo solo all’interno del Club ma anche tra i Club dove la consuetudine ad agire da soli prevale sulla necessità di una sinergia se non addirittura di una comunione.
Siamo un Distretto Metropolitano quasi unico nel suo genere, perché solo Parigi, Tokio e Città del Messico possono dirsi simili a noi.
Eppure, i nostri 46 Club - 1.750 soci - invece di lavorare uniti sino ad apparire metaforicamente come il Rio delle Amazzoni operano singolarmente nel loro orticello rimanendo dei semplici torrenti.
Non c’è la volontà o, meglio, c’è una forte reticenza a fare dei progetti insieme perché si ha il timore di perdere la nostra individualità, la nostra autonomia e il nostro prestigio a vantaggio di altri senza pensare invece che se agissimo uniti “Milano si accorgerebbe veramente di Noi”.
Per garantire il nostro futuro e l’efficacia della nostra Azione dobbiamo quindi essere:
“Innovativi”, cercando modi nuovi e strategici per lavorare insieme ed essere determinanti nella società;
avere una visione di continuità con una pianificazione triennale che releghi in un angolo le antipatie, le rivalità e la diversità di idee, agendo insieme senza sovrapporsi, annullarsi o appiattirsi;
alimentare la Partnership con altre realtà della società civile per realizzare progetti in comune.
Il nostro è un brand credibile e dobbiamo essere orgogliosi di questo.
Prova tangibile è La Fondazione Rotary che ha ricevuto per il 16° anno consecutivo la valutazione più alta - quattro stelle - da Charity Navigator - un'agenzia di valutazione indipendente di enti di beneficenza negli Stati Uniti che dal 2001 è una fonte di informazioni imparziale e affidabile per oltre 11 milioni di donatori all'anno. Alla nostra Fondazione è stata riconosciuta la capacità di aderire alle migliori prassi del settore, di godere di una forte salute finanziaria e di essere un esempio di trasparenza.
Dopo Australia, Brasile, Canada, Germania, India, Giappone, Corea e Regno Unito, anche nel nostro paese è stata costituita nel luglio 2023 la Fondazione Rotary Italia, associata della Rotary Foundation del Rotary International. Grazie ai benefici fiscali per i donatori la nostra Fondazione ha visto nei primi sei mesi un incremento del 28% della raccolta rispetto all’anno scorso.
Il nostro è un brand credibile e non dobbiamo disperderne il valore.
Il Rotary non fa beneficenza e in questo ambito ci sono associazioni che operano da anni e la sanno fare meglio di noi. Il Rotary prima di tutto mette a disposizione la professionalità dei suoi soci e con questa visione noi siamo chiamati a calare nel concreto il messaggio presidenziale del Rotary International "Unite for Good".
Il motto di quest’anno “Uniti per fare del bene” significa superare le differenze e le divisioni per concentrarsi su obiettivi condivisi, moltiplicando gli sforzi attraverso la collaborazione per creare un'onda di positività.
“Uniti per fare del bene” vuol dire impegnarsi per un cambiamento significativo su scala mondiale incoraggiando i soci a stringere legami più forti e a collaborare con altri per raggiungere scopi comuni. Trasmettere un messaggio di questo tipo rafforza anche il nostro nome a livello locale e internazionale.
Ringraziamo il Governatore per la sua visita e le sue parole.
A noi il compito di non renderle vuote.
Non siamo tanti e ai grandi progetti potremo contribuire solo in minima parte, ma per quelli alla nostra portata, compatibilmente con il nostro tempo e le nostre energie, abbiamo il dovere di essere presenti.
Superiamo gli imprevisti, le contrarietà e i piccoli egoismi e non dimentichiamo che tutto quello che noi facciamo nel Rotary non è la ricerca di una performance aziendale né tanto meno la necessità di organizzare e vivere delle serate tra amici, ma piuttosto la voglia di promuovere, nel nostro piccolo e se lo facciamo con altri nel grande, la Pace, tanto preziosa e ora più che mai, di fronte ad una polarizzazione crescente dove il confronto sembra quasi diventato un’eresia, tanto difficile da raggiungere.
È questo desiderio che ci deve dare la carica.
Roberto Ferrari