Pubblicato Su nov 21, 2019
 
La sera è iniziata con un breve discorso di Pino Sorbini per ricordarci del Banco Alimentare il prossimo sabato 30 novembre.  Come sempre, il servizio si svolgerà presso l’Esselunga di viale Jenner (attualmente in via Legnone). Pino ha segnalato che avremmo bisogno di un po’ più di persone nel pomeriggio. Al momento gli iscritti nel pomeriggio e sera sono piuttosto pochi.  Ha infine ribadito, se mai fosse stato necessario, quanto sia importante partecipare a quello che è diventato il più lungo servizio continuativo fatto dal Milano Castello: 18 anni di fila! (19° quest’anno)
 
Se non si può fare lavoro attivo, è sempre molto apprezzata anche una breve presenza di supporto morale e, perché no, qualche acquisto da donare!
 
È intervenuto poi Massimo Burghignoli, per presentarci il Professor Alberto Rovetta.  Per alcuni dei vecchi soci presenti non sarebbe stato necessario, in quanto Alberto è stato non solo socio, ma anche presidente del Milano Castello diversi anni fa (1995-96).  Il Prof. Rovetta, presente con la moglie Anna, è tuttora rotariano presso il RC San Babila. Non è dunque un caso se, fin dal suo ingresso in sala assieme ad Anna, è stato calorosamente attorniato da soci vecchi e nuovi. A tavola, quando suona la campana, è già amico di tutti. Massimo lo ha ritrovato pochi anni fa presso il Centro Confucio dell’Università Cattolica, chiamato come uno dei dieci italiani più famosi in Cina. Di dodici pagine di curriculum, si limita a ricordare che Alberto insegna (in inglese) robotica all’università dell’aeronautica di Pechino; che nel 1981 ha realizzato il primo robot umanoide, e nel 1993 la prima stazione di tele chirurgia. Nel 2007 ha realizzato il primo rover lunare italiano per il concorso Google Lunar X Prize. 
Indubbiamente, una serata impegnativa per i non "addetti ai lavori", ma ricca di spunti interessanti, grazie al nostro gradito ospite, il prof. Alberto Rovetta del Politecnico di Milano. Il preludio all'intervento dell'Oratore è stato un sereno brindisi per il compleanno a Pietro Castelli: Auguri Pietro!!
                                                                                                                                        
Trattare di Robotica, per chi basa la propria esperienza su film di qualche decennio fa, significa immaginare umanoidi, più o meno somiglianti alle fattezze umane, in grado di svolgere lavori di casa o rispondere con voce - appunto - robotica e metallica alle domande più disparate. Questa memoria romantica si scontra con la reale applicazione di sistemi automatizzati, ad oggi estremamente diffusi in ambito industriale, quali ad esempio i robot per il montaggio, la verniciatura ed il controllo di varie fasi dell'assemblaggio di una automobile. Effettivamente questi robot non parlano, non passano l'aspirapolvere, ma svolgono attività ben più complesse e soprattutto molto pericolose per l'uomo, in modo più efficace e rapido.
 
La scienza su cui si basano le applicazioni robotiche ha un nome che, sempre nella memoria romantica, richiama strani ricordi: "Cibernetica", ma che altro non è che un metodo con il quale mettere in relazione lo stato reale del sistema da controllare con le azioni da intraprendere. L'ABS della nostra macchina è, in fondo, un piccolo robot: valuta se le ruote si bloccano e, di conseguenza, attenua la pressione della frenata per evitare questa situazione. Eh, sì, l'ho detto in apertura: argomento impegnativo!! Ad ogni modo, i sistemi automatici di controllo ed azione (nome tecnico dei robot) ormai si stanno diffondendo ovunque, perfino nelle esplorazioni spaziali dove una gestione autonoma, e non controllata dall'uomo, è necessaria per portare a termine gli esperimenti previsti.
 
Ma i sistemi di controllo, o robot, hanno avuto una forte accelerazione grazie alla creazione dell'Intelligenza Artificiale, ossia di un meccanismo software in grado di valutare velocemente milioni di informazioni - cosa, questa, impossibile fino a pochi anni fa - ed intraprendere azioni di conseguenza, valutando ogni volta tutte le possibili soluzioni: un giocatore di scacchi che prima di fare la mossa successiva, gioca nella sua testa tutte le possibili partite che conseguono alla mossa pensata. Questa "facoltà cibernetica" si chiama tecnicamente "Deep Learning", ossia quello strumento che permette a Siri, sul vostro (e sottolineo vostro) iPhone di rispondere a tono alle domande che gli vengono poste... E, stranamente, con una suadente voce femminile e non con suoni metallici.
 
Insomma, la tecnologia porta notevoli miglioramenti, ma nulla può contro la bellezza e la qualità della vita, come disse in tempi non sospetti Aristotele.”
 
Numerose le domande, (Amato, Amerio, Faotto, Loro, Motti e Ripa) ciascuna delle quali ha ricevuto innanzitutto un apprezzamento per la profondità ed acutezza, e poi una risposta esauriente.
Alfonso Amato
Massimo Burghignoli